giovedì 22 gennaio 2026

Dynamite Kiss e come appassionarsi ai K-Drama involontariamente

Vuoi sapere qual è stato il mio appuntamento da non perdere nelle settimane precedenti? La mia attenzione è stata attirata per caso da Dynamite Kiss, una serie televisiva del 2025 disponibile su Netflix, della quale è stato pubblicato di recente l’ultimo episodio. È proprio alla pubblicazione dell’ultimo episodio che la pagina della piattaforma streaming ha scelto di presentarmela.

Non che fossi alla ricerca di qualcosa di specifico, volevo solo qualcosa da guardare senza impegno qualora avessi tempo e voglia la sera, prima di dormire. Uno di quei titoli leggeri, semmai a sfondo romantico, facile da guardare e seguire anche dopo una giornata intensa. E così quel “senza impegno” divenne una piccola dipendenza: un episodio ogni sera per tutta la settimana.

Dynamite Kiss è una storia che mescola romance, quotidianità e dinamiche emotive, senza risultare eccessivamente pesante. Anzi: è piuttosto surreale e assurdo più volte nell’arco di ogni puntata. Fa scoppiare in fragorose risate e viene voglia di riguardare alcune scene a ripetizione. I punti di forza della serie? Non cerca colpi di scena forzati, costruisce il racconto attraverso i rapporti tra i personaggi, mette a nudo le loro incertezze e sottolinea i piccoli momenti di crescita personale.

La storia si presenta banale nella scelta dei personaggi: lui ricco, lei povera, l’amico premuroso, la promessa sposa di lui che non vuole sposarlo. L’ intreccio che lega questi personaggi, però, ha molti tratti originali. Non voglio dire di essere esperta del genere, ma ho visto alcune serie con questo gruppo di personaggi, e soprattutto ho letto molti fumetti con tematiche simili. Non appena si rivela la sventura di lei e avviene l’incontro con il ragazzo ricco, già sappiamo che la serie finirà col loro matrimonio. La domanda che resta, che ti tiene attaccato alla serie, è sapere quali soluzioni e sviluppi “hanno inventato questa volta”.

Go Da-Rim, la protagonista, rimasta invischiata in affari illegali della sorella e un grande debito di quest’ultima, decide di non nascondersi più dietro mille appellativi e scuse, e trovare un lavoro. Sono sicura che non sia così semplice falsificare delle informazioni personali su un curriculum ed entrare in una azienda così grande, ma ad ogni caso ci riesce, e da lì cominciano altri guai. Una storia con pretesti al limite del legale (sono sicura che sia del tutto illegale quel che accade) ma che “in nome dell’amore” la fa comunque franca e ci si può costruire una storia il cui sviluppo durerà 14 episodi di 60-70 minuti l’uno.

La serie riesce a mantenere un tono fresco, adatto sia a una visione rilassata che a un binge watching leggero. Gli episodi scorrono con naturalezza e lasciano spazio a riflessioni semplici, ma sincere, soprattutto sul tema delle relazioni e delle aspettative.

Dal punto di vista visivo, la regia di Dynamite Kiss è pulita e la fotografia coerente con il tono della storia. Nulla di eccessivamente ricercato, ma tutto funzionale a creare un’atmosfera accogliente, che accompagna lo spettatore senza distrarlo dalla narrazione. Che siano volute o meno, spesso ci si ritrova innanzi a gag assurde e soluzioni narrative bizzarre. Io non sono riuscita a trattenere le risate. Anche il sonoro a volte è eccessivo o pacchiano, con effetti sonori a sottolineare qualcosa che sia stato detto dai personaggi, e la risata ci scappa per forza. (Il mio suono disturbatore preferito è l’ululato riprodotto quando si ha una intuizione, quando si evita una sfortuna, o si ha un colpo di fortuna)

È una serie che consiglio a chi ama le storie romantiche senza drammi estremi, perfetta per le serate più tranquille o per chi ha bisogno di staccare un po’ senza impegnarsi in trame troppo complesse. L'importante é non aspettarsi realismo nelle situazioni e nelle reazioni dei personaggi, essere pronto ad accettare soluzioni narrative assurde e non soffocare le risate. Se sei alla ricerca di un titolo da aggiungere alla tua lista Netflix, Dynamite Kiss merita sicuramente una possibilità.

giovedì 8 gennaio 2026

Keeper su Xbox Game Pass: impressioni da un’esperienza breve ma suggestiva

Era tanto che lo avevo scaricato sulla Xbox e finalmente ho avuto modo di provare Keeper, un titolo attualmente disponibile su Xbox Game Pass, e voglio condividere alcune prime impressioni dopo una breve sessione di gioco.

Keeper si presenta come un’esperienza intima e atmosferica, che punta più sulle sensazioni che sulla frenesia. Fin dai primi minuti, il gioco riesce a creare un mood particolare, fatto di ambientazioni curate e di un ritmo volutamente pacato. Non è un titolo che corre, e questo é uno dei suoi punti di forza: invita a osservare, esplorare e lasciarsi trasportare.

È una passeggiata in un paese a metá tra fantasia e realtá. I villaggi ed altre costruzioni fanno pensare che in questo mondo siano presenti umani o creature ad essi simili. Ma nel corso del gioco (almeno finchè son arrivata io) non si vede nessuna creatura simile all'uomo. Si incontrano peró altre creature fantastiche dai colori accesi e forme interessanti.

Dal punto di vista visivo, Keeper colpisce per la direzione artistica, semplice ma coerente, con scenari che funzionano anche nei momenti più silenziosi. Il gameplay, nelle fasi iniziali, è accessibile e non sovraccarica il giocatore di meccaniche: l’esperienza sembra costruita per essere assimilata poco alla volta, senza fretta.

Ci si trova nei panni di un faro con delle gambette tremolanti. I primi minuti si regge in piedi a stento ed é difficile controllarlo, superata una certa zona inizia a camminare spedito. Piú avanti si acquisisce anche il controllo del fascio di luce, direzionando il faro per scoprire angoli rimasti in ombra.

Ho faticato molto i primi minuti, tentando di non cadere. Ma forse é obbligatorio che il faro cada, inizialmente. Dopotutto nessuno é nato che giá sapesse camminare o stare in piedi. Qualsiasi essere vivente ha bisogno di alcuni minuti, prima di padroneggiare il proprio corpo.

Essendo disponibile su Xbox Game Pass, Keeper è uno di quei giochi che vale la pena provare (se possiedi il GamePass) proprio per questo motivo: si può scoprire senza impegno, dedicandogli anche solo una sessione breve. È perfetto per chi cerca qualcosa di diverso dal solito action o multiplayer competitivo, e vuole concedersi un momento di gioco più tranquillo.

Se ami i giochi che parlano più attraverso l’atmosfera che con mille tutorial, Keeper potrebbe sorprenderti. Gli screenshot e le clip di gameplay che ho allegato all'articolo spero ti facciano avere un’idea più chiara dell’esperienza, almeno graficamente.

Il mio commento immediato quando ho capito che il gioco si basasse principalmente sul camminare in giro ed esplorare, con pochissime o nulle interazioni con l'ambiente? Ho esclamato "Se proprio devo fare una passeggiata, metto il cappotto ed esco a fare un giro." Non sará colorato ed appagante visivamente come Keeper, ma quando mi siedo per giocare ho bisogno di piú interazione.

Sono curiosa di scoprire altre impressioni. Scrivi la tua opinione su Keeper nei commenti del blog o lascia un messaggio su altri social!!


~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~