giovedì 18 settembre 2014

Simpatiche letture e trend setter!



Ho letto un altro fumetto che mi è piaciuto molto e che mi sembra il caso di segnalare.
Il titolo: THE ONE. Un fumetto di origine cinese, destinato ad un pubblico femminile, non di ragazzine.
La protagonista è una modella di Taiwan; la sua vita verrà profondamente incisa dall'incontro del destino con il suo mostro dagli occhi argento... carriera, amore, amizia, famiglia... cose importanti nella vita di ognuno e che non si sa mai quale sia la corretta da posizionare al primo posto. Non solo la protagonista è confusa, ma anche gli altri personaggi ed ognuno a modo suo lavora alla propria vita per darle una forma e rimettere insieme i cocci dopo grosse cadute.
La storia è molto toccante, anche realistica e raccontata molto bene.
I temi sono serissimi, ma la narrazione non si risparmia continue gag messe in scena dai personaggi anche in momenti di tremenda serietà.
E poi c'è un personaggio che ... cioè ma che devo anche commentare? Guardate qua:
Il tizio non è uguale a...
Volevo dire, non è uguale a:
Credo che l'autrice si sia ispirata a lui, ho rotolato come impazzita quando è entrato in scena questo famoso stilista che detta i trend in tutto il mondo da Parigi, Glenn Deveraoux. XD

A parte questo momento esilarante (e molti altri), il fumetto merita tantissimo e va letto assolutamente! L'autrice è Nicky Lee.


 

venerdì 12 settembre 2014

Fumetti, fumetti, e poi ancora ... ma sì: FUMETTI!

Sembra strano a dirsi, ma finalmente sembra che sia riuscita a tornare ad un significativo ammontare di letture settimanali. Oserei la parola giornaliere, ma non mi sembra di essere tornata ai "vecchi numeri". Però mi sento quasi rinata perché sto leggendo.
Finalmente.
La cosa più stupefacente è che sono stata per qualche settimana (ben tre: un record!) in Italia ed ho fatto visita a Stefano. E come già ho detto ad alta voce con lui presente: è una bella sensazione parlare con qualcuno che mi capisce e ne sa anche più di me sugli argomenti.

Grazie alle nostre brevi chiacchierate ho fatto un aggiornamento sulla situazione editoriale italiana, che a quanto sembra sia un po' impazzita. Almeno, così è sembrato a me.
Poi vorrei capire perché quei fumetti che qualche anno fa costavano due o tre euro adesso ne costano sei o sette senza offrire nulla di nuovo. In Germania almeno ne costano sei o sette (in realtà dieci anni fa costavano anche qui cinque o sei euro, quindi nel giro di dieci anni sono aumentati di un euro; ma non del doppio!) ma il formato e la qualità della carta è leggermente migliore di quelli italiani. E sto parlando dei fumetti senza sovraccoperta. Le versioni di lusso con sovraccoperta... mi sembra non esistino affatto in Germania. Almeno per i fumetti di origine asiatica.

E a proposito dei fumetti di origine asiatica, volevo segnalarne qualcuno che sto attualmente leggendo. Alcuni li ho letti in versione cartacea, alcuni li ho letti in rete (lo ammetto, ma che volete farci, son difficili da reperire... o la versione cartacea è ancora al primo o secondo volume e io leggo a razzo!).

In versione cartacea ho acquistato (in italiano) MAIRUNOVICH. Che ho notato sia stato pubblicato a partire da ottobre 2013. La cosa mi è sembrata divertente perché proprio quel mese avevo segnato una nota sul cellulare per salvarmi il titolo di questo fumetto. Era il 24 ottobre, nel museo del manga di Kyoto (in Giappone). Il museo del manga a Kyoto è una delle cose da visitare assolutamente se ci si trova in quell'angolo di mondo. Perché? Beh, a parte l'esposizione che ripercorre la storia del fumetto in Giappone da prima di Tezuka fino ad oggi, mostre temporanee e percorsi guidati, è costituito da tre piani di scaffali straripieni di fumetti manga. E non solo manga (c'è una sezione con fumetti da tutto il mondo, c'è anche Dylan Dog e lavori di Milo Manara!!), ed anche una sezione di fumetti in altre lingue (in inglese principalmente, ma anche alcune opere tipo Akira, lavori di Tezuka, Naruto e così via in italiano).
Tra gli scaffali in giapponese ho tirato fuori dei volumetti che mi ispiravano ed iniziato a leggerli. Fuori pioveva a dirotto, e fiera del corso di giapponese frequentato da luglio fino a poco prima di partire mi sono fiondata nella lettura. Dizionario alla mano... si va!
Ho letto il primo volume, iniziato il secondo e poi sfogliato fino al quarto o quinto (non ricordo esattamente quanti ne fossero usciti e fossero disponibili).
La nota sul cellulare mi è servita per fare ricerche in seguito e scoprire che non fosse disponibile in tedesco, ma che ve ne fossero alcune scansioni in inglese online. A cercarlo in italiano non ci ho proprio pensato. E dire che veniva pubblicato nel momento esatto in cui attirava la mia attenzione!
Mi sto dilungando molto e non ho detto ancora nulla sul fumetto in sè, vero? Non è il mio scopo!
Aggiungo si tratta di un fumetto per ragazze (manga shoujo), il disegno è piacevole, ben fatto, i personaggi ben caratterizzati e la storia originale anche se appartenente ad un filone che mi sembra essere piuttosto popolare negli ultimi anni. Se negli anni '90 era un must la ragazza povera e sfigata che per super-botta-di-culo si ritrova a frequentare una scuola di ricconi figli di papà, il duemila-duemilaedieci segna l'era del clichè "ragazza cessa che però se si acconcia è 'na figa da paura" che appena si mette in ghingheri sembra si siano dimenticati tutti di chi fosse il giorno prima.
Ne stato parlando così bene e così sembra volerlo sminuire. Non è così! In fondo, se le storie non hanno un filo comune riconducibile a qualcosa di già letto non le si riesce ad apprezzare, no?!

A proposito, non so se è spiegato nell'editoriale del fumetto, ma... il titolo sarebbe Mairu no Vich (Il veleno di Mairu). Vich vien da vicious, e se leggete anche solo le prime 3-4 pagine del fumetto capite perché questa Mairu sarebbe velenosa!
Ho voluto scriverlo perché mi sembra che non lo abbia capito nessuno...

Ed ora una vera chicca! Si tratta di un fumetto coreano. In giro per la rete viene definito webtoon, perché è pubblicato originariamente in una sola unica lunga striscia verticale, online, gratuitamente. Ne è stata pubblicata anche una versione cartacea (in Corea) e sarei molto curiosa di sapere come hanno impaginato le strisce.
Il nome di questo fumetto è NOBLESSE. Lo definirei per ragazzi, perché è principalmente un fumetto d'azione. Però è pieno di mistero e sovrannaturale, oserei dire quasi un poliziesco. Lo sto leggendo tradotto in inglese, da un sito che permette di visualizzare le pagine online. E' una pacchia leggere fumetti da questo sito, perché posso leggerli dal cellulare!
Per definire questo fumetto devo permettermi delle parole poco ortodosse, ma del resto sino ad ora non mi sembra di aver usato un linguaggio particolarmente dotto, aulico o cardinale... sbaglio!?
Dunque, dicevo, questo fumetto è: una figata pazzesca!

Un altro fumetto che ho letto online in inglese è WATASHI NI XX SHINASAI!. Un altro fumetto per ragazze giapponese. Il titolo, tradotto in italiano, dovrebbe suonare così: Con me non farai mica dell'xx! Dove per xx non si intende niente di ardito, dato che i protagonisti non si baciano nemmeno. Ma lasciano molto alla fantasia con frasi non dette e pelli che si sfiorano appena.
Disegnato molto bene, seguendo le regole del fumetto per ragazze nipponico. Per coloro ai quali questo particolare dica qualcosa in più: la serie è serializzata sulla rivista Nakayoshi. In Giappone ogni rivista si rivolge ad un certo tipo di pubblico, e sapere su che rivista viene in origine pubblicata una serie aiuta ad orientarsi per capirne il genere e lo sviluppo.
La trama esce leggermente fuori dagli schemi classici, utilizzando però uno dei motivi dei fumetti a tema scolastico: si scopre un segreto e si minaccia di svelarlo a tutta la scuola. Lo sviluppo è più significativo del pretesto iniziale per far nascere la vicenda.

In cartaceo sto seguendo MY LITTLE MONSTER. In tedesco. E' uscito anche in Italia, o meglio dire poche settimane fa è stato pubblicato l'ultimo numero. In tedesco siamo solo al terzo.
La tentazione di acquistare l'intera serie subito mi ha toccata molto. Soprattutto perché un volume italiano costa 4,50€ mentre la versione tedesca costa 6,50€. E due euro in meno su tredici volumi sarebbero 26€ risparmiati. MA! La versione tedesca vale i soldi che ci spendi, per la carta e la presenza sullo scaffale. Se la traduzione sia migliore o peggiore non saprei dire, anche perché in tedesco i dialoghi vengono adattati in modo diverso che in italiano. Un po' come il classico esempio dell'italiano piove a catinelle e inglese stanno piovendo cani. Oppure in italiano si dice sono stanco morto ed in tedesco si dice sono stanco come un cane. Chissa cosa dicevano quelli in giapponese all'inizio?! Sicuro per rendere l'idea in modo corretto bisogna scrivere fischi per fiaschi oppure tradurre letteralmente lasciando la frase senza senso nella lingua di destinazione... e poi fare una nota posticcia per spiegare! E poi ti trovi a leggere duemila note posticce... che si fa prima a imparare il giapponese e leggerseli direttamente, no!?
Serie ben disegnata, storia carina ed originale nonostante abbia qualcosa di già sentito, già detto, già letto.

Altra serie cartacea presente in entrambe le mie terre (= Italia e Germania) è DAYTIME SHOOTING STAR (titolo tedesco, e anche internazionale). In italiano non ricordo come sia tradotto il titolo, una cosa del tipo stelle cadenti in pieno giorno? Il cartaceo italiano meriterebbe un buon ripensamento poiché è con sovraccoperta ben curata. Però sono usciti solo due o forse tre volumi, come in Germania. Prezzi simili. Mi è più facile scendere di fronte casa e comprarlo in tedesco, quindi lo seguo in tedesco.
Il tratto è chiaro, pulito. Non sono certa si tratti di un fumetto per ragazze nonostante anche qui la componente romantica sia forte.

In ultimo, un fumetto che è pubblicato sia in Italia che in Germania: KYOU KOI WO HAJIMEMASU. In Italia Love Begins ed in Germania 3, 2, 1... Liebe! Tradotto letteralmente: Da oggi comincia l'Amore.
I primi due volumi li lessi in italiano tempo fa. Il resto tramite telefono sul solito sito online. L'autrice è molto conosciuta, Kanan Minami. Il suo tratto ben riconoscibile ed il suo modo di raccontare che non fallisce mai. Una storia dal tema scolastico (fumetto per ragazze giapponese), con alti e bassi e il solito qualcosa di improbabile ed irrealistico di cui l'autrice riempie le sue storie ogni volta. Da non perdere se si è fan di questa autrice e se si è fan del genere.

Tempo e voglia permettendo, ci saranno articoli più dettagliati su questi sei titoli. Forse. L'importante averli segnalati, sono certa che una breve ricerca in rete e la lettura dei primi due o tre capitoli di ognuno di questi titoli vi terrà incollati fino alla fine delle serie così come è successo a me!

E prima di salutare e ringraziare i lettori che con tanta pazienza sono arrivati alla fine dell'articolo, vorrei spendere qualche riga per salutare e ringraziare Stefano. E fargli un po' di pubblicità perché la merita. Si tratta del fumettaro di fiducia, proprietario e gestore di una fumetteria a Caserta: Comix Factory, ed anche giornalista e scrittore per non citarlo solo come blogger. Informazioni su di lui: http://comixfactory.blogspot.it/.

Alla prossima!
Siemgirl

giovedì 19 giugno 2014

Ebay, caro vecchio amico!

E' passato del tempo dall'ultimo post pubblicato qui. Capita a volte. A me un po' più spesso. Ma chi segue il mio blog se ne farà sicuramente una ragione.
Son successe delle cose in questo... mh... quasi un anno. Ma definiamolo semplicemente lasso di tempo.
Son successe delle cose in questo lasso di tempo. Cose che mi portano via tanto tempo allo scrivere,commentare e soprattutto al mio adorato criticare!

Oggi non sono qui a criticare qualcosa, ma a promuovere le mie belle magliette in vendita su EBAY!


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Molto presto, tempo permettendo, ci saranno delle creazioni di abiti veri di stoffa molto più impegnative!

lunedì 26 agosto 2013

The Departed ed altri film

Ho accumulato un bel po' di film visti nella scorsa settimana.
Il penultimo è stato The Departed.
Ho anche visto Kick Ass e Kick Ass 2, Blue Lagoon ed Elysium.


E' un film vecchiotto che abbiamo deciso di vedere mangiando allegramente una pizza e degli stuzzichini. Prima di scegliere quale film vedere, abbiamo guardato vari trailer. Questo film sembrava sufficientemente interessante ma non troppo sanguigno (dopo Kick Ass dobbiamo ancora riprenderci) e violento.
Forse a questo riguardo ci si sbagliava. Qualche scena turbolenta, violenta e/o sanguinosa c'è stata. Ma si è sopravvissuti perché il contesto generale in cui si poneva era ben costruito e dava un senso alle azioni.
La prima parte del film risulta un po' noiosa. O forse è risultata noiosa perché nessuno di noi è riuscito a seguire al 100% tutto ciò che si diceva, e spesso ci chiedevamo a vicenda una o due parole che ci erano sfuggite per capire il discorso.
Superata la fase in cui bisogna capire chi sono i personaggi e che fanno, la storia diventa avvincente, avvolgente ed interessante.
Certo, a volte ci si chiede perché bisogna semplicemente fare fuori delle persone per un tornaconto personale e cose così, ma sono cose di cui nessuno sa molto a meno che non si sia poliziotti a propria volta e si ha avuto a che fare con questi affari.
Gli attori sono bravissimi.
Credo questo sia il primo film con Leonardo di Caprio che io veda dall'inizio alla fine.
Matt Damon è un altro nome-garanzia, anche se in questo film ha il ruolo del cattivo (almeno io in fin dei conti giudico lui come il cattivo, senza scrupoli e malvagio, egoista).
Tra gli altri personaggi, una marea di volti conosciuti ed in gambissima nel recitare.
I colori e la fotografia sono buoni anche se a volte qualche scena mi ha disturbata leggermente per i troppi contrasti o per l'opposto, mancanza di contrasti.
La trama si perde sul finale, in cui un lieto fine sarebbe stato banale ma anche l'epilogo che si è dato al film è, oltre che banale, molto triste e asciuto, senza spessore. Non è all'altezza della tensione e dell'eccitazione che lo svolgimento del film ha creato, e delude le aspettative.
Non riesco ad immaginarmi un finale migliore da proporre come alternativa, ma almeno si sarebbe potuto narrarlo meglio, su questo eravamo tutti d'accordo.

Consiglio di guardare il film, se non lo si è ancora visto. Ma non aspettatevi niente di figo dal finale!

lunedì 5 agosto 2013

Pacific Rim

Era da un po' che non parlavo di film. Non ricordo neanche quale fosse l'ultimo di cui volessi parlare, ma del quale sicuramente non ho più parlato.
In effetti, è passato un pochino di tempo dall'ultimo articolo che avesse una valenza particolare. Chiamiamole vacanze.


Pacific Rim è uno degli ultimi film usciti di recente. In Germania è nelle sale da circa una settimana, giorno più giorno meno.
Ho guardato la versione originale americana.
A me il film è piaciuto. Certo, c'erano vari punti che potevano essere elaborati meglio ma nel complesso il film riceve un voto positivo sia da me che da molti altri amici che lo hanno visto.
Prima di vedere il film avevo sentito molti pareri positivi generici, e un parere negativo. Il parere negativo è stato riportato da un mio amico col quale si discute il 99% di cinema e musica, e che ritengo piuttosto esperto ed autorevole. In genere le nostre opinioni coincidono abbastanza. Questa volta no.
Le sue critiche sono andate principalmente alla scena iniziale, molto lunga e che tratta un flashback del protagonista. In effetti nei film d'oggi siamo abituati ad avere flashback nel mezzo del film, e a volte non riuscire neanche a distinguere se il racconto attuale è il presente, il passato o il futuro.
Io ho trovato questo flashback al posto giusto. Racconta l'antefatto, che poi è una storia che non verrà quasi più toccata.
Ed una critica che io ho condiviso per idea di base ma che si è rivelata un po' infondata è il 3D.
Essendo un film d'azione si tende a rendere tutto 3D, anche delle singole insignificanti pietre in millesimo piano. Quando forse si dovrebbe sfruttare il 3D per mettere accenti su determinati oggetti/dettagli invece che rendere tutto a mille dimensioni che esce dallo schermo e non sai dove guardare.
Nelle prime scene ho avvertito questo fastidio. Però ad un certo punto non mi è sembrato che le scene tridimensionali fossero così esagerate. Era calcolato tutto abbastanza bene.
Certo, capolavori di delicatezza e perfezione come Life of Pi escono una sola volta all'anno, ma per fortuna non tutti i film necessitano lamentela.
La fotografia era molto buona.

La storia in sè non dice nulla di nuovo. Arrivano i mostri e si trova un modo per combatterli.
Il protagonista della storia è in realtà un protagonista fittizio, a mio parere.
All'inizio è lui a combattere, perdere il fratello in battaglia, decidere di non combattere più. Cercato, trovato e riportato alla guerra dal capo massimo, il quale a sua volta era stato un combattente taaaaanti anni prima. E qui si conoscono i veri protagonisti. La vera protagonista, forse.
Credo che i veri protagonisti fossero il capo e la ragazza giapponese.
Sì, l'unico vero problema del film è che ci sono tanti personaggi interessanti e nessuno di questi viene presentato al meglio e a tutto tondo.

Un bel film da intrattenimento, senza farsi troppe domande e senza troppa suspence.

Per le scene e la regia, il regista (Giullelmo Del Toro) si è ispirato ai film giapponesi su Godzilla (lo dice in una intervista). Per quanto mi riguarda, questo film è la versione 2013 di Evangelion, serie animata giapponese di una decina di anni fa (regista Hideaki Anno, Gainax, 24 episodi e due lungometraggi). La novità è che i robot hanno più di un pilota, e nonostante il sincronismo con i suoi piloti restano macchine e non prendono vita come gli Eva.
Il robot principale ricorda molto la struttura degli Eva, presenta addirittura la sfera al centro del petto (che è una specie di radiatore per raffreddare il reattore nucleare, se ho capito bene).

Se non lo avete ancora visto, andatelo a vedere! Merita!

lunedì 10 giugno 2013

Questa volta è l'Egitto!

Un altro post poco interessante per aggiornare sulla nazionalità che oggi mi hanno affibbiato.
Ero al lavoro. Un tipo acquista delle cose, servito dalla mia collega. Dopo aver pagato dirige lo sguardo verso di me e borbotta qualcosa.
La collega mi chiama, io mi giro e presto attenzione all'uomo.
"You are beautyful, are you from Egypt?"

Cioè, mi spiegate perché devono sempre affibbiarmi nazionalità che non mi appartengono?

Mi ero quasi abituata al nomignolo di alcuni amici di centro-nord Germania che mi chiamano bayrische Italienerin (l'italiana bavarese) perché utilizzo dei costrutti bavaresi non potendoli differenziare dal tedesc standard... però nel giro di così pochi giorni ricevere una nazione al giorno mi sta facendo innervosire non poco!

Missverständnis

Buon mezzogiorno!
Mi ritrovo qui per raccontare un episodio accaduto sabato scorso.
Innanzitutto rassicuro tutti coloro interessati al resto dei racconti riguardo il ComicFestival di Monaco che essi arriveranno presto. Sono ancora senza internet ed ho bisogno di tempo per coinciliare lo scrivere e pubblicare.
Peró  per non far sentire la mia mancanza scrivo un raccontino, e perdonate se al posto delle lettere italiane a volte ci saranno lettere tedesche. La tastiera non é identica e a volte dimentico di controllare se è uscita la lettera corretta.
Dicevo, del raccontino.
Sabato scorso, presso Stachus (Karlsplatz), ero al lavoro fuori il negozio e organizzavo degli espositori. Si avvicina una donna, un po´ anziana devo dire, mi fissa. E poi attacca bottone.
"Che dice quello?"
Alzo gli occhi verso la piazza, c´é una manifestazione. Vedo gente con le bandiere turche e tutto il resto... quindi comprendo si tratti di un´ennesima manifestazione contro gli ultimi risvolti di cronaca in Turchia.
In quella piazza ogni giorno c´é qualcosa, specialmente il sabato. Che si festeggi il risultato positivo del FCBayern, che ci siano gli uomini del "Jesus liebt Dich", quelli di Dianetics o che cavolo ne so... c´é spesso una tamburellata, gente che gira, che urla...
Qualche volta addirittura carrozzoni per legalizzare l´erba!
Che dobbiamo fare, é la piazza dove succedono le cose. Qualsivoglia giorno della settimana si sopporta il fracasso e a fine giornata dopo la chiusura del negozio si alzano gli occhi a vedere che cosa é successo nelle passate ore.
"Oh, si tratta della Turchia, sa é successo che..." e volevo accennare quel poco che sapevo.
"Sí lo so che si tratta della Turchia. Volevo sapere che dice il tizio che parla al microfono."
Mi concentro un attimo per ascoltare. In genere non ci interessa cosa dicono. Se dovessimo stare ad ascoltare tutte le piazzate ogni giorno, credo non riusciremmo a continuare a lavorare nel negozio per oltre una settimana. Il colonnato amplifica il giá forte frastuono e non permette di riconoscere in modo corretto le parole. Ma in quel momento mi é sembrato di non identificare neanche una parola. Che il tipo stesse parlando in turco?
"Mi spiace, c´é troppo frastuono e non distinguo le parole. Ma non mi sembra che si stia parlando in tedesco."
Al che la donna, scocciata dalla mia incompetenza, borbotta "Se fosse stato tedesco avrei potuto capirlo da sola." E scappa via.

Insomma, vuol per caso tutto ció significare che la donna mi ha approcciata proprio affinché le traducessi dal turco?
Perché scusate, parlo quattro lingue ma non mi sembra di aver mai avuto la capacitá di parlare il turco. Cioé che modo sarebbe questo di comportarsi, importunare una ragazza che sta lavorando e pretendere che capisca cosa dicano in piazza in turco?
Ho i capelli leggermente piú scuri, ma non mi sembra di incarnare la tipica turca.
Conosco molte persone che provengono dalla Turchia. Anzi, penso che la maggior parte sia nata qui e che la famiglia sia arrivata qui 3 generazioni fa. Peró hanno tutti il doppio passaporto.
Sono persone adorabili, ma non mi somigliano per nulla. Se guardi un originario della Turchia e guardi me, non c´é similitudine. I miei lineamenti sono diversi.
La cosa mi ha dato coi tanto fastidio che tutta la serata ero ancora irritata.

Entra un turista nel negoyzio, non sa parlare nessuna lingua eccetto la propria lingua madre. Attacca a parlarla sperando di essere capito. A volte se parla italiano o spagnolo e ci sono io... ha fortuna. Se parla russo meglio se ci sia qualche altra collega. Idem col francese e il turco.
Ma che una donna (presumibilmente tedesca) mi si avvicini e pretenda che io debba sapere il turco per dirle cosa dice l´uomo in piazza... ma che mi significa?
Ancora una volta una dimostrazione di mancanza di stile del popolo tedesco.
Se proprio devi, allora puoi usare una di quelle caspita di formule supermegacomplicate della lingua tedesca, ma che sono molto höflich tipo "Mi scusi, per caso sa che sta dicendo l´uomo in piazza, sono molto curiosa ma non capisco il turco. Lei sa parlarlo?"
Non che mi dai per scontato che sono straniera, e visto che ci sono cinquanta turchi in piazza lo sono pure io. Sono in un negozio e sto lavorando, non sono in piazza con una bandiera della Turchia.
E anche se fossi in piazza con la bandiera, potrei semplicemente abbracciare la causa e simpatizzare, pur non essendo turca.

Ma lo connette il cervello la gente, prima di parlare?